Baco da seta o anche detto bombice del gelso

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Baco da seta o anche detto bombice del gelso

Il baco da seta, detto anche “bombice del gelso”, è un insetto dalla storia davvero affascinante. Fu catalogato per la prima volta da Linneo nel 1758 con il nome Bombyx mori. Con questa definizione, il grande medico e botanico svedese descrisse una particolare specie di falena asiatica appartenente alla famiglia delle Bombycidae che si nutre delle foglie del gelso.

Da allora, la larva di questo insetto divenne sempre più importante per ragioni economiche: era utilizzata per la produzione di un meraviglioso tessuto naturale, la seta. In virtù della sua particolare dieta e delle sue origini, oggi il baco da seta è conosciuto anche come “Bombice del Gelso” e viene allevato in molti paesi del Mondo per le sue doti di “tessitore”.

Baco da seta: insetto

In virtù della sua particolarità e della gloriosa storia di questo insetto, il genoma del baco da seta è diventato oggetto di studio e ricerca scientifica.

Come detto si tratta di una specie di falena (ordine dei Lepidotteri) che si nutre principalmente delle foglie del gelso. L’insetto ne è talmente ghiotto, che può mangiarne quantità impressionanti senza mai fermarsi, sia di giorno che di notte. La produzione del filo di seta avviene grazie a due ghiandole collocate parallele all’interno del suo minuscolo corpo.

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Ciò che noi chiamiamo “seta” è in realtà il frutto di una sintesi chimica delle proteine che vengono prodotte e convogliate in queste ghiandole. Quando la quantità supera la portata, l’insetto le elimina attraverso due fenditure situate ai lati della bocca (seritteri).

La bava sottilissima che fuoriesce, a contatto con l’aria, gelifica immediatamente e tramite dei movimenti a “otto” che il baco compie con il capo, forma degli strati che danno vita al bozzolo di seta grezza.

Bozzolo del baco da seta
Il bozzolo è costituito da un solo filo continuo la cui lunghezza va dai 300 e ai 900 metri. Il baco impiega 3-4 giorni per preparare il suo bozzolo e strato dopo strato va avanti producendo 20-30 “matasse” concentriche costituite da un unico filo. Al termine di questo incredibile lavoro di tessitura, si trasforma in crisalide e poi in farfalla.

baco da seta
baco da seta

Quando la metamorfosi del bruco va a termine, l’insetto adulto esce dal bozzolo praticando un foro e secerne una sostanza che rovina il filo. Per questa ragione, gli allevatori devono uccidere le crisalidi sottoponendo i bozzoli ad un processo di essiccazione in macchinari appositi. In alternativa, la morte del bruco è procurata tramite immersione in acqua bollente. In Cina e in altri paesi orientali, le crisalidi estratte dal bozzolo vengono mangiate.

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Alcuni bozzoli vengono conservati per consentire all’insetto di riprodursi. La vita delle falene,  è molto breve poiché esse non sono in grado né di volare né di nutrirsi. Il motivo di questo “non senso” genetico è che il baco da seta è il frutto di una lunga e meticolosa selezione praticata dell’uomo che ha fatto perdere nei secoli molte delle caratteristiche originarie dell’insetto, tra cui la capacità di volare o di mimetizzarsi.

Posto in pieno campo su un gelso, il bruco è vittima di predatori poiché il suo corpo bianco non riesce ad assumere colorazioni diverse per nascondersi tra le foglie della pianta.

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Domenica 21 Aprile 2019, Pasqua

Domenica 21 Aprile 2019, Pasqua

auguri 2019 pasqua tl tessuti
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A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

Lo staff di T.L. tessuti alta moda ringrazia i suoi clienti e i suoi fornitori augurando serene vacanze.

Via della seta: itinerario di una via tra Oriente e Occidente

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Via della seta: itinerario di una via tra Oriente e Occidente, una storia che si perde nel tempo.

Cos’è la via della seta

“Quivi si fa molta seta”.
Con queste parole Marco Polo descrisse nella sua enciclopedia geografica il Milione l’economia della provincia cinese del Catai caratterizzata dalla produzione della seta, tessuto che in Europa arrivava attraverso un percorso preciso che univa Oriente e Occidente: la via della seta.

Dopo il primo viaggio, durante il quale giunsero alla corte del Gran Khan, il padre Niccolò e lo zio Matteo fecero ritorno in Oriente, portando con sé il giovane Marco. Rimasero in Cina diciassette anni, onorati e investiti di cariche governative.

Il 7 settembre 1298 Marco Polo è su una delle novanta navi veneziane sconfitte nella Battaglia di Curzola dai genovesi. Fatto prigioniero, incontra Rustichello da Pisa, il quale non si sa se “fosse in prigione da quattordici anni o se vi venisse come libero frequentatore, ma fu quasi sicuramente lui a dare forma scritta alle memorie del veneziano”.

A partire dalla narrazione orale di Marco, il testo nacque originariamente in lingua d’oil (mista a termini veneziani e italiani).

La via della seta è infatti l’insieme di itinerari terrestri, marittimi e fluviali di circa 8000 chilometri lungo i quali dall’antichità si snodavano gli scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente e, in particolare, della seta di cui la Cina mantenne per secoli il monopolio.

La via della seta attraversava l’Asia centrale e il Medio Oriente, collegando la Cina all’Asia Minore e al Mediterraneo. Le sue diramazioni si estendevano a est sino alla Corea e al Giappone e a Sud fino all’India.
Nella porzione occidentale del tragitto, gli itinerari furono molti e variabili a seconda delle condizioni storico-economiche dei Paesi che ne erano attraversati: una volta superati i passi montani del Pamir, la via della seta proseguiva in vari percorsi che da una parte conducevano all’India, dall’altra verso l’Iran e i fiumi Tigri ed Eufrate in Medio Oriente. Il tratto meglio definibile e immutabile nel tempo fu quello orientale che si propagava in Cina.

É importante sottolineare che la destinazione finale della seta, che viaggiava su questa via insieme ad altre merci preziose e che iniziò a uscire con regolarità dalla Cina dopo il 200 a.C., era Roma. Altre merci altrettanto preziose viaggiavano in senso inverso, e insieme alle merci si muovevano in un senso e nell’altro le idee legate alla matematica e all’astronomia e religioni come il Manicheismo e il Nestorianesimo.

vie della seta
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Ai tempi di Erodoto la via della seta si chiamava via Reale di Persia e si sviluppava per 3000 chilometri dalla città di Ecbatana sino al porto turco sul mar Egeo di Smirne. Alla sua manutenzione provvedeva l’Impero achemide. La via aveva varie fermate e i viaggiatori comuni impiegavano tre mesiper percorrerla, mentre i corrieri imperiali con cavalli freschi la attraversavano in nove giorni.
Questa via divenne il collegamento tra Oriente e Occidente con l’espansione in Asia centrale di Alessandro Magno che fondò lungo il suo percorso la città più lontana dell’Impero macedone, Alessandria Eskate, e che con il suo ammiraglio aprì la rotta marittima dal delta dell’Indo al golfo Persico.

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Secondo la tradizione i Romani entrarono in contatto con la seta, prima dell’incontro ufficiale con gli ambasciatori cinesi nel 166 d.C., nel 36 a.C. quando le truppe romane, composte forse dai superstiti della sconfitta subita contro i Parti a Carre nel 53 a.C., si imbatterono nell’esercito cinese.
I Romani non sapevano da dove venisse e come si producesse questo tessuto, ma ne divennero i principali consumatori anche se il senato romano emanò diversi editti per proibire di indossare la seta, considerata immorale, e per vietarne il costoso acquisito.

Caduto l’Impero romano d’Occidente, Costantinopoli, capitale dell’Impero romano d’Oriente iniziò a dominare i traffici commerciali nel Mediterraneo. I Bizantini, che non erano interessati a commerciare con l’Europa impoverita dalle invasioni barbariche preferirono stringere legami economici con il maggiore produttore di seta: la Cina.

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Un ostacolo ai traffici con l’Estremo Oriente era però rappresentato dai Sasanidi , nemici dell’Impero, sul cui territorio era necessario passare per giungere in Cina. Giustiniano, per evitare il problema, aprì un passaggio per la Cina attraverso la Crimea e tramite il mar Rosso e l’oceano Indiano. Tuttavia entrambe le vie alternative presentavano inconvenienti. Nel 552 d.C. due monaci provenienti dalla Cina si recarono a Costantinopoli e svelarono all’imperatore il segreto della produzione della seta risolvendo ogni problema. Nell’Impero romano d’Oriente si iniziò a produrre seta in città come Costantinopoli e Beirut e a commerciarla.

T.L. Tessuti alta moda da anni segue il settore tessile in modo specializzato sui tessuti in seta.

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Georgette , tessuto in seta ideale per l'abito Nuziale

Georgette , tessuto in seta ideale per gli abitini Nuziali e i capi di abbigliamento femminile in genere

georgette è un tessuto molto fine e leggero, ad armatura tela, di mano leggermente ruvida al tatto. Deriva il suo nome della sarta francese Georgette de la Plante che lo ha creato. Il materiale solitamente utilizzato per il georgette è la seta, ma è disponibile anche in lana o fibre sintetiche.

Adatta ad abbigliamento femminile per abiti, camicette e abiti da sposa.

Il tessuto, elemento essenziale per la scelta dell’abito da sposa. Un vestito in georgette ha una resa morbida e cadente. In grado di adattarsi a tutti i tipi di figura questo tessuto è ideale per gli abiti da sposa dalla linea scivolata.
La sua caratteristica principale è l’increspatura della trama che lo rende ruvido al tatto ma particolarmente fluente. Leggero e leggermente trasparente è appropriato per gli abiti interi o anche solo per i corpetti.
I vestiti in georgette risultano sempre svolazzanti e delicati.

TL Tessuti Alta Moda Como
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L’abito nuziale è l’abbigliamento che una donna indossa nel giorno del proprio matrimonio. Viene anche chiamato abito da sposa. Benché alcune culture prevedano un abbigliamento specifico anche per l’uomo, con il termine si fa riferimento principalmente all’abbigliamento femminile.

Per tradizione, molti abiti nuziali in Cina sono di colore rosso, colore che è auspicio di buona fortuna. Tuttavia, negli ultimi anni, le spose hanno optato per la scelta dell’abito bianco, seguendo la moda tipicamente occidentale, o hanno adottato il modello di abito occidentale, però di colore rosso, o a volte dorato. L’abito rosso è anche una delle principali scelte delle spose vietnamite, nella forma tradizionale del Ao Dai. In Giappone, le spose indossano tre o più abiti distinti nel corso delle celebrazioni del matrimonio, cominciando dal tradizionale kimono bianco. Anche in questo caso però le influenze occidentali hanno portato molte donne giapponesi a sposarsi con l’abito bianco. Le spose indonesiane indossano il tradizionale kebaya, una sorta di blusa, ed il batik. Nelle Filippine invece l’abito nuziale tradizionale è il Barong Tagalog, indossato sia dagli uomini che dalle donne.

Nelle zone settentrionali dell’India, i colori tradizionali dell’abito nuziale sono il rosso, colore di buon auspicio ed il verde, simbolo di fertilità. Nelle zone meridionali invece l’abito nuziale è per tradizione il sari bianco. Di solito le spose indiane, così come quelle pakistane nascondono il proprio viso con un velo, anche se in alcune zone più liberali è sufficiente coprire la testa.

Cultura dei nativi americani

Tl S.r.l. offre ai suoi clienti vari tipi di tessuti Georgette per ogni tipo di confezione.

 

Come si lava e si asciuga un capo in seta ?

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La seta è una fibra proteica prodotta da alcuni insetti dell’ordine dei lepidotteri conosciuti come bachi da seta.

Nella maggior parte dei casi, la seta si ottiene dal bozzolo della specie Bombyx mori. Si tratta di una fibra pregiata apprezzata fin dal 3000 a.C. quando le vesti di seta erano riservate agli imperatori cinesi e agli esponenti delle classi sociali più ricche. Non tutti sanno che con la seta si producono altrettanti tessuti pregiati come il taffetà, lo chiffon, l’organza, il raso e talvolta anche il velluto.

La premessa sulle origini della seta è stata doverosa per farvi capire la delicatezza di questo tessuto. Trattandosi di una fibra di natura proteica bisogna prendere delle precauzioni prima di procedere al lavaggio e tenere conto che:

la seta è molto sensibile al cloro
non usare la candeggina, neanche quella gentile
l’esposizione prolungata al sole può danneggiare le fibre della seta quindi e’ meglio non asciugare la seta al sole
detergenti contenenti alcool danneggiano la seta. Per lo stesso motivo, evitate l’uso di profumo o di lacca quando indossate abiti di seta.
allora come si puo’ lavare la seta ?

baco da seta
baco da seta

E’ sempre consigliabile un lavaggio a secco per preservare le fibre e non rischiare di rovinare i tessuti.

Come asciugare la seta

Come premesso, i raggi solari diretti danneggiano le fibre della seta. Al momento dell’asciugatura, tenete presente che la seta bagnata tenderà a mantenere la forma che gli state dando anche una volta asciugata quindi disponetela con cura. Non asciugare la seta al sole ma in un luogo ventilato e ombreggiato. Evitare anche l’uso dell’asciugatrice perché le alte temperature possono danneggiare il tessuto. Se proprio si deve ,utilizzare l’impostazione air fluff così da non sottoporre il tessuto a uno stress termico.

Come stirare la seta

Stira la seta solo a basse temperature, se possibile, esporre l’abito di seta da stirare in un luogo molto umido (magari in bagno, appoggiato alla cabina doccia dopo essersi lavati), l’umidità aiuterà ad eliminare le pieghe più difficili da mandare via. Stirate la seta solo se nell’etichetta è mostrato il simbolo del ferro da stiro.

Come si sceglie il colore dell'anno?

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E’ l’azienda statunitense Pantone, la massima autorità internazionale in fatto di nuance, che suggerisce le tonalità adatte ai tempi dopo aver effettuato una ricerca sui trend.
IL COLORE DEL  2017?
SI CHIAMA GREENERY 15-0343
I trend forecaster due anni prima dell’annuncio studiano: mercato, tendenze politiche, sociali e artiistiche.
Identificano i colori più importanti e ricavano le palette che comprendono sia i colori primari più usati che le sfumature.
Un anno prima i produttori dei settori moda, design, elettronica, decidono su quali colori puntare avviando la produzione.
I brand più popolari utilizzano toni più neutri mentre quelli di nicchia puntano sulle tonalità più accese.
Sei mesi prima le sfilate anticipano i colori dell’anno.
I produttori annunciano il colore pantone dell’anno e poco dopo i prodotti arrivano nei negozi.
GREENERY
UN VERDE CHIARO, FRESCO, LUMINOSO, SMAGLIANTE.
E’ il colore del matcha, il tè verde giapponese, dell’avocado, del kiwi, dei piselli freschi, della mela Granny Smith, della vegetazione. 

Prodotti derivati dalla seta

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  • Crepe cadì marocaine
  • Drap seta
  • Doppio raso cadì seta
  • Cadì lana
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    Tessuti Georgette e Chiffon

  • Voille Georgette
  • Georgette seta stretch
  • Georgette cangiante
  • Georgette

altri tessuti utilizzati nel settore alta moda

  • taffeta’
  • tulle
  • duchessa
  • devore’
  • ricamati
  • georgette
  • organza
  • cadi
  • mikado
  • pizzi
  • shantung
  • crinolina
tl tessuti alta moda
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esistono anche tessuti specifici per abiti da ballo e spettacolo

  • tulle ricamato
  • tulle elasticizzato
  • voille georgette
  • tulle fioccato
  • lycra unita
  • maglina bielastica
  • tulle elasticizzato con glitter
  • tulle elasticizzato con stampa
TL stampa tessuti
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Un’altra categoria molto importante di tessuti sono quelli per abiti da cerimonia 

  • georgette seta pura
  • drap seta
  • crepe satin
  • cady seta

 

 

Perché non provare i tessuti T.L. tessuti ?

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Non vogliamo essere la prima scelta ma il partner per chi lavora nel settore alta moda

T.L. tessuti è senza dubbio un ottimo partner per la scelta e l´acquisto veloce di tessuti di abbigliamento di alta qualitá. La nostra collezione comprende una vasta gamma di tessuti ideali per stilisti e marchi emergenti, sartorie, costumisti e confezionisti, acquistabili anche in piccole quantità.

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Lavorando con grandi volumi T.L. tessuti è in grado di garantirvi la stessa qualità di qualsiasi altro fornitore.

Grazie a tecnologie d´avanguardia siamo in grado di garantire una qualità di stampa al passo con i tempi.

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T.L. tessuti è un ottimo partner per molte aziende del settore moda , dalla più piccole a marchi di fama internazionale.

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Inoltre offriamo ai brand di più grandi dimensioni la possibilità di diversificare la propria offerta nei negozi e negli outlet nonché di soddisfare le esigenze dei propri clienti in caso di mancate consegne o di richieste particolari.

La storia della seta

Le origini della Seta

Si dice che la nascita del baco da seta avete imperatrice cinese Xi Ling Shi, ma probabilmente la produzione della seta era conosciuto in Cina già nel 3000 vesti aC seta che sono stati riservati per gli imperatori cinesi a far parte del guardaroba della classe sociale più ricco , diventando un bene di lusso ambito che si estendeva fino alle zone raggiunte dai commercianti cinesi per la leggerezza e la qualità di bellezza. La crescente domanda di prodotti di seta fatto questa fibra uno dei beni più importanti per il commercio internazionale fino alla industrializzazione della sua produzione.

Segretezza e monopolio
imperatori cinesi si sono sforzati di mantenere segreta la conoscenza della sericoltura, ma i contadini cinesi hanno iniziato a muoversi in Giappone, Corea e India. In Europa, anche se l’impero romano sapeva e apprezzato come la seta, la produzione della seta è iniziata solo intorno al 550, tramite l’impero bizantino; La leggenda dice che l’imperatore Giustiniano ordina i monaci sono stati i primi a portare a Costantinopoli di uova di baco da seta nascoste in qualche cavo di canne di seta.

ballare menade, in abito di seta. Affresco del primo secolo del corso d’acqua dalla casa a Pompei, ora al Museo Archeologico di Napoli.
Il XII secolo
A partire dal XII secolo, l’Italia era il più grande produttore europeo di seta: le città di Palermo [1], Messina, Catanzaro erano particolarmente rinomati. A Vienna c’è ancora un bel cappotto di seta che viene ricamato un’iscrizione in lingua araba, dove si dice che era stato tessuto a Palermo reale fabbrica in 1133-1134: questo laboratorio era situato in un edificio e ha lavorato lì, così come i lavoratori della seta , orafi e gioiellieri [2] Da Palermo la coltivazione del baco da seta e la produzione della seta si sarebbero diffuse prima in Italia e poi in Europa. Il record italiano è stato infatti contestato dalla zona di Lione in Francia nel XVII secolo, che è venuto molti artigiani da Catanzaro sotto la dominazione francese. L’allevamento dei bachi da seta fu un importante sostegno al reddito economia agricola e la produzione e il commercio di tessuti, insieme a quello dell’industria della lana molto redditizio, gli dava ricchezza e potere alle corporazioni che praticavano, come a Firenze, dove è stato riconosciuto il Arte della seta come uno dei sette principali corporazioni.

XIII secolo
industrie della seta filato fiorirono a Lucca e poi (alla fine del XIII secolo) a Bologna: il “mulino bolognese” è ben descritto in una cronaca del 1621:

“Alcuni grandi auto, che si sposta da una piccola grondaia delle acque del Reno rendono ciascuno di essi con grande rapidità di rotazione, torsione et adopiare quattromila fila la seta, che lavora in un istante quello che avrebbe fatto quattromila filatori.»
(Secondo una cronaca del 1621)
Il “mulino bolognese” migliorato le macchine utilizzate in Lucca mediante una ruota ad acqua ed un avvolgitore meccanico e ha permesso di ottenere il filato più uniforme e resistente rispetto a quelli prodotti a mano o con altri mezzi meccanici. Secondo diversi storici della rivoluzione industriale del mulino bolognese seta, forte innovazione tecnologica e l’energia meccanica dei canali di Bologna, è un importante modello di sistema proto-industriale che ha permesso alla città di commercializzare filati in tutta Europa attraverso il Canale Navile.

Con la Cina e il Giappone, l’Italia è al produzione mondiale di seta grezza. Excel Catania (con sede a Palazzo Auteri), Como e la zona Meldola [5] a Forlì e San Leucio (Caserta).

Caratteristiche principali
Il baco secerne un filamento, di lunghezza variabile da 350 metri a circa un chilometro, con il quale forma un bozzolo che può fornire protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due filamenti di fibroina (presente per circa il 80% in peso) avvolto in sericina (circa 20%). Quest’ultimo viene rimosso durante un processo chiamato “sgommatura”. Al microscopio la fibra ha un aspetto normale molto simile a quello delle fibre sintetiche.

La sericina può essere eliminato mediante trattamento del filato seta grezza (seta grezza) con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la “mano” della fibra. A seconda della quantità di sericina abbiamo eliminato possiamo avere:

La seta sgommata o cotto, quando la gomma di seta è stato rimosso completamente;
seta ammorbidito o “souple”, in cui sericina stato rimosso solo parzialmente.
Nel caso della seta cotta è possibile effettuare un trattamento di carica che serve per migliorare la forza e la qualità della fibra compromessa con il processo di sgommatura. Una particolare caratteristica di questa fibra è la lunghezza del filamento: può facilmente arrivare a 700-800 metri. Questo rende la seta della fibra animale più lungo.

100 kg di bozzoli si ottengono 20/25 kg di seta grezza e 15 kg di ricaduta.

filato di seta

Per produrre un filo di seta grezza prende 4-8 bozzoli, i filati ottenuti sono i seguenti:

Organzine: è formato da un filato ritorto in senso accoppiato e ritorto con un altro filo nella direzione opposta (4 giri per centimetro), usato per l’ordito.
Crepe: all’organzino è simile ma più fitta (da 16 a 32 giri per centimetro), tessuti crepe, che è increspato.
Contorto per tracciare: è composto da uno o più fili e contorti in una sola direzione (da 8 a 16 giri per centimetro).
Singolo twisted: intrecciati in una sola direzione, con un numero variabile di torsioni in base alla qualità, per tessuti lisci e sottili.
Bourette: ottenuto dai rifiuti, i capelli della all’esterno o all’interno del bozzolo è filata dopo cardatura, filato grosso e irregolare non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza Burr.
Tussah: è quella che deriva dalla liquidazione di bozzoli prodotti da bruchi vivono allo stato selvatico.
Duplica: bava doppia seta, prodotto da due bachi da seta che formano il bozzolo insieme, molto raro, è il materiale che originariamente era costituito shantung.
Shappe: è prodotto con bozzoli danneggiati (dove non è possibile avere il filamento continuo) e scarti di lavorazione.
Filaticcio: filo di seta che si ottiene dai bozzoli sfarfallati, che è perforato dalla farfalla.

Crêpe de chine

Crêpe è il nome generico di tessuti, diversi nei materiali e nel peso, caratterizzati dall’aspetto increspato, granuloso e mosso. L’armatura è solitamente tela, raso nel caso del crêpe satin.
Il nome viene dal francese crêpe (crespo).
L’ondulazione della superficie viene ottenuta utilizzando i filati omonimi, che la movimentano grazie alla elevata ed opposta torsione dei trefoli che li compongono o alternando trame e orditi con filati a tensione opposta; l’effetto si manifesta in fase di finissaggio. Solitamente sono tinti in pezza.
Il materiale di elezione è la seta ma ne esistono in lana e fibre sintetiche, spesso miste alla seta.

Viene utilizzata per realizzare abiti leggeri, camicette, scialli e foulard da donna.

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Tipi di crêpe

  • chiffon: estremamente leggero, trasparente e sottile, usa filati in torsione crêpe sia in ordito che trama.
  • crêpe Georgette: leggero, trasparente e sottile, usa filati in torsione crêpe sia in ordito che trama.
  • crêpe de chine: ottenuto con l’impiego di trame a torsione alternata, compatto, si drappeggia bene. Usa filati in torsione crêpe solo in trama.
  • crêpe marocain: tessuto pesante, per effetto del filo di trama più grosso di quello di ordito si creano delle costine ondulate orizzontali. Usa filati in torsione crêpe solo in trama.
  • crêpe satin: morbido, rasato, lucido sul diritto e opaco sul rovescio. Usa filati in torsione crêpe solo in trama. A differenza dei tessuti precedenti, intrecciati in tela, è intrecciato in raso.
  • crêpe di lana (crepella): tessuto in lana di vario peso comunque leggero, come per la seta è la forte torsione del filato che gli dà la superficie granulosa.

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